Pesce avariato e scaduto: maxi sequestro di 22 tonnellate in Italia.

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pesce avariato sequestrato

Ogni giorno, all’interno del nostro Paese, vengono effettuati dei controlli serrati per quanto concerne tutta la catena alimentare: i cibi che finiscono sulle nostre tavole, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, vengono sottoposti a tantissime analisi e processi di conservazione.

Proprio in data odierna però, i militari della città di Venezia sono riusciti a scoprire e a ritirare dal mercato un carico di 22mila chili di pesce scaduto e avariato: si trattava per lo più di gamberi, molluschi, pesce azzurro e polpi.
Il sequestro, secondo quanto riferito da diverse testate giornalistiche, si è verificato in un’azienda di Stienta, nel Polesine e ha coinvolto ben 7 persone che sono state immediatamente denunciate.

Non solo, infatti sono state controllate altre due aziende a Chioggia dove i militari hanno scoperto la presenza di un impianto di scarico delle acque di lavorazione senza alcuna autorizzazione e 415 chili di pesce surgelato avariato.
Presso un’azienda di Caverzere è stato messo sotto sequestro un altro scarico abusivo di acque reflue di lavorazione ed è immediatamente partita la denuncia per il proprietario dello stabile.

Quando decidete di recarvi in pescheria e di acquistare il pesce, esaminatelo più volte affinchè ci si renda conto se si tratta di un prodotto fresco, surgelato o reso “nuovamente fresco” grazie ad alcuni spray che contengono sostanze dannose per l’uomo.

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